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Cassazione Civile, 12 novembre 2018, n. 28987

TRASFORMAZIONE DI S.R.L. IN S.P.A. - RECESSO DEL SOCIO -DISCIPLINA APPLICABILE - ART. 2473 C.C. - BUONA FEDE E CORRETTEZZA QUALI FONTI INTEGRATIVE - RILEVANZA.

Nell’ipotesi di trasformazione di una società a responsabilità limitata in società per azioni, la disciplina del diritto di recesso applicabile ai soci è quella dettata dall’art. 2473, comma 1, c.c., che non prevede termini di decadenza; ne deriva che, ove l’atto costitutivo e lo statuto non ne determinino le modalità e i tempi, il recesso va esercitato secondo correttezza e buona fede, spettando al giudice di merito valutare le circostanze del caso concreto, in particolare con riferimento alla congruità del termine entro il quale il recesso è stato esercitato, tenendo conto della pluralità degli interessi coinvolti.

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Cassazione Civile, sez. VI, 18 febbraio 2019, ordinanza n. 4696/19

SPESE PROCESSUALI

«Ai sensi dell’art. 92 c.p.c., alla luce delle modifiche apportate dal d.l. n. 132/2014 e della sentenza n. 77/2018 della Corte Costituzionale, la compensazione delle spese di lite può essere disposta (oltre che nel caso della soccombenza reciproca), soltanto nelle ipotesi di assoluta novità della questione trattata, di mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti o nelle ipotesi di sopravvenienze relative a questioni dirimenti e in quelle di assoluta incertezza, che presentino la stessa o maggiore gravità ed eccezionalità delle ipotesi tipiche espressamente previste dall’art. 92, comma 2, c.p.c.».

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Cassazione Civile, sez. II, 5 febbraio 2019, ordinanza n. 3305

PRELIMINARE COMPRAVENDITA - POSSESSO - DETENZIONE QUALIFICATA

«Nella promessa di vendita, quando viene convenuta la consegna del bene prima della stipula del contratto definitivo, non si verifica un’anticipazione degli effetti traslativi, in quanto la disponibilità conseguita dal promissario acquirente si fonda sull’esistenza di un contratto di comodato funzionalmente collegato al contratto preliminare, produttivo di effetti meramente obbligatori; pertanto, la relazione con la cosa, da parte del promissario acquirente, è qualificabile esclusivamente come detenzione qualificata e non come possesso utile ad usucapionem, salvo la dimostrazione di un’intervenuta interversio possesionis nei modi previsti dall’art. 1141 c.c. (Cassazione civile, sez. un., 21/03/2017, n. 7155; Cassazione civile, sez. 2, 30/08/2017, n. 20539)».