Dopo svariati anni in uno studio associato come Senior Partner, ho deciso - nel 2011 - di cambiare rotta: basta Named Partner, Senior Partner, Junior Partner, Associate e così via.

Il grande (o medio-grande) studio associato ha i suoi indubitabili vantaggi ma, se lo stesso non è perfettamente efficiente (compito assai arduo), genera anche costi fissi più alti e tempi d'interazione più lunghi.

Ho quindi scelto il modello del network di avvocati indipendenti. È un modello più snello e si basa sulla sinergia inter professionale di ogni singolo avvocato che, nel proprio campo, ha maturato una significativa esperienza in una determinata materia.

Tale modello permette, da un lato, una autonomia organizzativa di ogni professionista MA, dall'altro, offre al cliente, laddove realmente necessario, l'unione delle singole professionalità per affrontare pratiche complesse o cross border.

L'avvocato singolo/tuttologo è destinato a scomparire ma l'avvocato di fiducia (che ha un'attenzione personale e costante con il cliente) può - anzi deve - diversificare le competenze e condividerle in team con altri professionisti di comprovata preparazione.

Il network di avvocati indipendenti consente, quindi, di dare una soluzione rapida ed efficace ai problemi del cliente, garantendo - al contempo - un servizio ad alto valore aggiunto.

Qui di seguito i professionisti con i quali abitualmente collaboro:

  • Diritto Penale e Diritto di Procedura Penale: Avv. Giovanni Garbagnati (Studio Legale Amodio e Bassi) del Foro di Milano;
  • Diritto del Lavoro e Diritto di Procedura Civile: Avv. Riccardo Guardì del Foro di Monza;
  • Diritto di Famiglia, Successioni e Volontaria Giurisdizione: Avv. Caterina Naimo del Foro di Monza.